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Ces 2020, Hyundai punta al cielo insieme a Uber: taxi volanti per spostarsi in città fonte fonte

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Alla fiera di Las Vegas l'azienda sudcoreana ha presentato l'S-A1, prototipo di un velivolo che entrerà in produzione nel 2023 e che permetterà alle persone di spostarsi velocemente da una parte all'altra di una metropoli. Sul costo del trasporto Hyundai promette: "Sarà alla portata di tutti"
fonte https://www.repubblica.it/dossier/tecnologia/ces-
LAS VEGAS -Per una casa automobilistica che sogna di costruire una smart city a partire dalle sue fondamenta, Toyota, ce n'è un'altra che aspira a salvare le metropoli esistenti messe in ginocchio dal drastico aumento della popolazione e da un traffico insostenibile.

Anche Hyundai, al Ces di Las Vegas, ha spiegato come proverà a rendere più vivibili le città del futuro organizzando i trasporti sia a terra sia in aria. I cittadini si muoveranno in strada a bordo di mini bus da 4 o 6 metri a guida autonoma, e in cielo su taxi volanti chiamati S-A1. Quest'ultimi sono stati realizzati in partnership con Uber e potranno trasportare fino a quattro passeggeri più il pilota del velivolo.
Youngho Chi, Chief Innovation Officer dell'azienda sudcoreana, ha parlato di "voli democratici": spostarsi da una parte all'altra della metropoli, ha assicurato Chi, sarà "a buon mercato". Sul palco con lui c'era anche Eric Allison, uno dei manager di Uber, che ha affermato: "Non siamo un'azienda che produce velivoli e non vogliamo diventarlo, noi vogliamo essere la piattaforma operativa delle città in tutto il mondo".
L'S-A1, il piccolo aereo con sei eliche che Hyundai pensa di produrre a partire dal 2023, somiglia molto - si può dire che è praticamente identico con qualche elica in più - al progetto di taxi volante che proprio Uber aveva presentato nel 2017: si chiama Uber Air, è stato realizzato insieme alla Nasa e il servizio dovrebbe entrare in funzione a Dallas, Los Angeles e Melbourne nel 2023.
"Siamo all'alba di una nuova era in cui il tempo dedicato agli spostamenti si ridurrà drasticamente" ha detto al Ces il capo di Urban Air Mobility di Hyundai. L'idea dell'azienda sudcoreana è quella di costruire piccoli hub sul cui tetto far atterrare gli S-A1. In strada, pronti ad attendere i cittadini volanti, ci saranno i piccoli bus a guida autonoma che serviranno per gli spostamenti più capillari.

Il progetto di Hyundai è ambizioso ma mostra, come tutte le idee innovative ancora sulla carta, delle criticità non indifferenti. Youngho Chi ha immaginato hub e taxi volanti a San Francisco, una delle città americane con popolazione in rapido aumento. Le sue slide mostravano questi mini hub in aree verdi idilliache all'ombra del Golden Gate Bridge. Ma è complicato immaginare dove potrebbero sorgere, in un contesto urbano che prevede già un'alta densità di edifici, simili hub che richiedono a quanto pare aree di dimensioni ragguardevoli. Anche perché per garantire una rete di trasporti efficiente gli hub dovrebbero essere presenti in buon numero.

L'altra problematica evidente riguarda proprio i voli. Per Hyundai saranno alla portata di tutti ed è proprio questa la nota dolente: San Francisco, la città presa come esempio, conta più di 800mila abitanti. Ogni S-A1 ne trasporta al massimo quattro: quanti ne serviranno per scongiurare file insostenibili per ogni volo?

Non va sottovalutato, infine, l'inquinamento acustico che una squadra di taxi volanti potrebbe produrre. Hyundai ha anticipato questo dubbio affermando che le eliche degli S-A1 producono un rumore sensibilmente inferiore a quelle utilizzate da un elicottero. Non è una rassicurazione accettabile se si pensa che le bastano eliche di un piccolo drone a produrre un ronzio fastidioso per chi si trova a poche decine di metri più in basso.

Parlando degli S-A1 inoltre, Chi ha affermato che "se oggi esistono al mondo almeno 25.000 aerei di linea, in futuro i velivoli come gli S-A1 saranno presenti in numero ben maggiore"
fonte https://www.repubblica.it/dossier/tecnologia/ces-2020/2020/01/07/news/ces_2020_hyundai_punta_al_cielo_insieme_a_uber_taxi_volanti_per_spostarsi_in_citta_-245133126/



Mattoni con isolante

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I mattoni con isolante si possono dividere in tre famiglie:

1) Mattoni con isolante integrato (NormaBlok® Più)
Si tratta di mattoni con isolante per murature monostrato che vengono completati in fase di produzione iniettando nei fori materiale isolante (per esempio polistirene caricato con grafite) in modo da ottenere prestazioni termiche molto elevate anche con spessori contenuti.
Commercialmente tali prodotti vengono identificati con il marchio NORMABLOK® PIÙ.
Poiché questi blocchi innovativi con isolante integrato vengono attualmente prodotti solo in alcuni stabilimenti, per indicazioni in merito a misure e tipologie disponibili è opportuno contattare direttamente la nostra azienda produttrice Fornaci Laterizi Danesi.
I blocchi NORMABLOK PIÙ permettono di realizzare murature ad alte prestazioni termiche e sono il sistema ideale (semplice, efficace, economico e sicuro) per la realizzazione del taglio termico in fondazione.
CARATTERISTICHE DEI BLOCCHI
Le caratteristiche dei blocchi POROTON® con isolante integrato corrispondono, per quanto attiene le caratteristiche geometrico-fisiche, a quelle dei laterizi di partenza su cui viene eseguita la lavorazione di inserimento dell’isolante. Consultare dunque le caratteristiche dei blocchi semipieni P800, blocchi forati P700, blocchi leggeri P600.
CARATTERISTICHE DELLA MURATURA
CARATTERISTICHE MECCANICHE
CARATTERISTICHE TERMICHE ED IGROMETRICHE
Conducibilità termica equivalente, λ
Calore specifico medio equivalente della parete, Cp
Permeabilità al vapore, δ
Coefficiente di dilatazione termica lineare, α
CARATTERISTICHE ACUSTICHE
La muratura realizzata con blocchi POROTON® con isolante integrato mantiene intatte le ottime proprietà acustiche che contraddistinguono la muratura realizzata con i blocchi POROTON® di partenza, si rimanda perciò alle caratteristiche riportate per i blocchi semipieni P800, blocchi forati P700, blocchi leggeri P600.
La muratura realizzata con blocchi POROTON® con isolante integrato mantiene intatto l’eccellente comportamento al fuoco che contraddistingue la muratura realizzata con i blocchi POROTON® di partenza, si rimanda perciò alle caratteristiche riportate per i blocchi semipieni P800, blocchi forati P700, blocchi leggeri P600.
NOTA GENERALE
I valori riportati sono da considerare come indicativi in quanto si riferiscono ad una media generale della produzione POROTON®. Dati più precisi (ed eventuali certificazioni) possono essere richiesti direttamente ai produttori associati al Consorzio. Le caratteristiche termiche si riferiscono, se non diversamente specificato, alla muratura in condizioni asciutte. Eventuali correzioni per umidità potranno essere apportate secondo i criteri previsti dalle norme vigenti. Nell’area download è scaricabile la dichiarazione del Consorzio POROTON® Italia inerente tale aspetto.

2) Mattoni con isolante accoppiato (TRIS®)
Si tratta di mattoni con isolante a tre componenti costituiti da due laterizi (uniti meccanicamente in fase di produzione), con l'interposizione di un pannello di materiale isolante (per esempio polistirene) che garantisce un taglio termico completo.
Sono prodotti in diverse misure e con diversi spessori di isolante interposto e consentono di realizzare, con la posa di un unico elemento preassemblato, una doppia parete con isolamento, ottimizzando i tempi di realizzazione della muratura. Grazie alle elevate prestazioni termiche ottenibili con tali prodotti non si necessita dell'impiego di malte o intonaci termoisolanti.
Commercialmente tali prodotti sono identificati con il marchio TRIS® e sono realizzati sia nella versione per muratura portante, sia nella versione per tamponamento.
Poiché questi blocchi innovativi con isolante accoppiato vengono attualmente prodotti solo in alcuni stabilimenti, per indicazioni in merito a misure e tipologie disponibili è opportuno contattare direttamente le nostre aziende produttrici: Fornaci di Masserano e Toppetti 2.

3) Mattoni con isolante integrato (POROTON® ISO)
Si tratta di mattoni con isolante per murature di tamponatura monostrato che vengono completati in fase di produzione riempiendo parzialmente i fori con materiale isolante (per esempio polistirene caricato con grafite) in modo da ottenere prestazioni termiche molto elevate anche con spessori contenuti.
Commercialmente tali prodotti vengono identificati con il marchio POROTON® ISO.
Poiché questi blocchi innovativi con isolante integrato vengono attualmente prodotti solo in alcuni stabilimenti, per indicazioni in merito a misure e tipologie disponibili è opportuno contattare direttamente la nostra azienda produttrice La Moderna La Fauci.

FONTE: http://www.poroton.it/mattoni-laterizi/mattoni-con-isolante.aspx






Fondi europei: in Sicilia bloccati 630 milioni per strade, scuole, servizi e innovazione fonte (il sole 24 0re)

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Fondi europei: in Sicilia bloccati 630 milioni per strade, scuole, servizi e innovazione
In cinque anni le risorse destinate da Bruxelles per lo sviluppo non hanno trovato sbocco
di Nino Amadore fonte https://www.ilsole24ore.com/art/fondi-europei-sicilia-bloccati-630-milioni-strade-scuole-servizi-e-innovazione-ACVh0c7?fbclid=IwAR39t3UYVADpnHfP5NudDvBHyzOXkVKQrJFSHIIRfZgdM9Xg-x3503omT0w

Li chiamano fondi territorializzati. Sono risorse destinate allo sviluppo dei territori: servono per strade, servizi, scuole, incubatori di imprese, linving lab, efficientamento energetico. Sono, ovviamente, risorse dell’Unione europea e in Sicilia ammontano a oltre 630 milioni. Ma di queste risorse a 5 anni dall’avvio della Programmazione è stato speso poco o nulla. Tanto che ora c’è chi chiede che vengano dirottate altrove ed è subito scoppiato lo scontro in un momento caldo per la programmazione regionale come quello di fine anno con tutti gli uffici impegnati a certificare il più possibile per non perdere risorse. Ci sono sindaci di Comuni rimasti fuori dalle graduatorie delle misure per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici che chiedono nuove risorse (quasi 200 milioni) e c’è il direttore generale del dipartimento Energia Tuccio D’Urso che non fa mistero di puntare sulle risorse non spese.

Il paradosso
L’ennesimo paradosso della programmazione dei Fondi europei che, nonostante tutte le attenuanti di cui diremo, certifica in fondo l’incapacità dei territori di cogliere le opportunità in tempi abbastanza rapidi e al passo con i bisogni del sistema i cui protagonisti sono certo i cittadini, ma anche piccole e medie imprese. Ci sono territori in grande difficoltà come quelli inseriti nelle Aree interne che in Sicilia sono cinque (Terre Sicane, Nebrodi, Madonie, Calatino e Simeto-Etna) e hanno una dotazione finanziaria di 155 milioni. 

E ci sono territori un po’ più ricchi, per quanto più ricca possa essere una zona rispetto a un’altra in un’isola condizionata dalla recessione, come quelli inseriti nelle cosiddette Agende urbane il cui ambito è costituito da 18 comuni polo con popolazione superiore a 50mila abitanti (comprese le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina i cui interventi sono coordinati con il programma operativo nazionale Città metropolitane): la dotazione finanziaria prevista in questo caso è di 413 milioni. Senza considerare i Gal, i Gruppi di azione locale che abbracciano intere aree omogenee: sono 23 e hanno risorse pari a 62,8 milioni che dovrebbero spendere atrraverso lo strumento del Ccld (Community-lead local development) che fa riferimento a uno sviluppo locale di tipo partecipativo.

Le aree interne
In tutti i casi si tratta di fondi destinati a finanziare progetti frutto di una programmazione dal basso ovvero costruita dagli amministratori locali sulla base delle esigenze dei singoli territori. Un modello voluto dall’Unione europea e dallo Stato che, in particolare, ha scommesso sulle Aree interne con la Sna, la Strategia nazionale per le aree interne appunto. Che l’attuale ministro per il Sud Giuseppe Provenzano punta a potenziare e allargare: «Ci sono alcune misure nella manovra che rispondono a un interesse specifico della Sicilia - ha detto qualche settimana fa il ministro nel corso di una sua visita a Palermo -: una di queste misure è il raddoppio della strategia nazionale per le aree interne che consentirà anche alle aree interne che sono rimaste fuori da una prima individuazione che era stata fatta di rientrare nella strategia che deve passare da una fase di sperimentazione a diventare una vera e propria politica. In Sicilia siamo indietro. Ma accanto a occuparci di servizi bisogna riscoprire una vocazione produttiva di quei luoghi: in alcuni casi è stato fatto, bisogna farlo anche con le altre aree».

Il nodo della programmazione
Tutto bene in linea teorica. Perché poi quando si scende sul concreto le cose si fanno parecchio complicate perché spesso i comuni interessati non sono in condizione di pensare a una programmazione di lungo periodo e non sono mancati i casi di amministratori locali che hanno paralizzato l’avanzamento dell’iter per questo o quell’interesse particolare. Con un’aggravante, sottolineata dall’Asael in una relazione consegnata alla Commissione Ue dell’Assemblea regionale siciliana guidata da Giuseppe Compagnone: «La scarsa capacità dei soggetti beneficiari a sviluppare una buona progettualità. In particolare progettare interventi coerenti con una programmazione integrata delle politiche che apporti benefici non solo ai diretti beneficiari degli interventi. A questo si aggiunga la scarsa, per non dire inesistente, capacità dei comuni di avere progetti esecutivi o cantierabili tali da raggiungere il punteggio minimo per accedere ai finanziamenti». In fondo l’Asael certifica l’incapacità di enti locali in grande difficoltà anche sul piano finanziario: «Ben 200 piccoli comuni rischiano il crac finanziario» denuncia il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che è anche presidente dell’Anci Sicilia che rilancia: «Serve una assistenza tecnica dedicata ai comuni, che li aiuti a fare e a portare avanti i progetti». Assistenza tecnica che, però, nelle ultime settimane è finita sotto accusa: «Mentre ci sono regionali che per poco più di mille euro al mese svolgono mansioni superiori, la Regione paga consulenti fino a 440 euro al giorno senza neanche riuscire a spendere i fondi Ue - si legge in un comunicato sindacale firmato da Sadirs, Cobas-Codir, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl -. L’amministrazione aggiudica una gara per una cifra pari a 21 milioni di euro per 5 anni, e nonostante tutto non è riuscita a spendere i fondi Ue. Avrebbe potuto e dovuto, invece, puntare sulle professionalità dei dipendenti regionali con una strategia di valorizzazione e riclassificazione e con corsi mirati all’utilizzo di fondi europei».

2 gennaio 2020

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Di diverso avviso, ovviamente, l’Autorità di gestione dei fondi 2014-2020 al cui vertice si trova Dario Tornabene. Perché se è pur vero che le cosiddette misure territorializzate sono in forte ritardo è anche vero, sostengono dalla regione, che il 2020 sarà l’anno della svolta: «Non bisogna dimenticare - spiega Tornabene - che si tratta di una sperimentazione e che come tale molti passaggi sono stati verificati per la prima volta. È in una fase speriemtale per esempio la Snai, la Strategia nazionale per le aree interne, che sta facendo passi avanti. Va sottolineato il fatto che queste azioni sono volute dall’Unione europea e sono inserite a pieno titolo nel programma approvato dalla commissione».

La contesa delle risorse
Un modo diplomatico e garbato per chiudere una polemica con chi vorrebe dirottare le risorse su altre misure. Numeri alla mano dal dipartimento della Programmazione della Regione siciliana rispondono che, per esempio sulle aree urbane, ci sono avvisi predisposti per 327 milioni e fondi prenotati dai comuni per 100 milioni. Numeri che, però, necessitano di una spiegazione tecnica: gli avvisi sono fatti dai dipartimenti regionali, ma poi sono i comuni che devono fare le gare vere e proprie e quindi i bandi e per farlo prenotano i fondi. Ecco il perché della differenza: conta ovviamente la prenotazione dei fondi che è passaggio preliminare per avviare i progetti. Dopo anni di riunioni e confronto alcuni comuni cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel ovvero la possibilità di finanziare le azioni e gli interventi che hanno programmato e tra questi anche interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici: «Sono soldi loro, attribuiti dal programma operativo ai comuni che rientrano in determinate aree. Non è possibile in alcun modo dirottare altrove queste risorse: non si può stravolgere così il programma. Quella indicata sembra una via troppo semplicistica» spiegano dal dipartimento Programmazione. «Noi - dice Compagnone - abbiamo preso atto che spesso, per i Fondi europei, le procedure sono troppo lunghe e complesse. Oltre alle difficoltà oggettive delle amministrazioni locali. Ecco perché io suggerisco di semplificare da un lato le procedure e di contrattare con l’Unione europea per far sì che sia finanziata anche la progettazione. Ma soprattutto faccio un appello: serve un grande accordo tra le istituzioni perché altrimenti non ne veniamo fuori».



Il Po Fesr Sicilia supera il target della spesa certificata nel 2019

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Il Po Fesr Sicilia 2014/2020 ha raggiunto e superato il target di spesa previsto al 31 dicembre 2019, certificando alla Commissione europea oltre 481 milioni di euro. Si tratta di circa 80 milioni in più rispetto all’obiettivo per evitare il disimpegno automatico delle risorse, che per l’anno appena trascorso era fissato a 402 milioni. Lo rende noto il dirigente generale del Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana, Dario Tornabene, Autorità di coordinamento dell’Autorità di gestione del Po Fesr Sicilia 2014-2020.

Il dato esatto della spesa aggiuntiva rispetto al 2018, certificata nel 2019, è di 481.290.684 euro, a fronte del target previsto di 402.197.563 euro.
fonte di provenienza https://www.euroinfosicilia.it/superato-target-spesa-certificata-2019/



The State Of Drone Market in India la vendita dei droni in continuo aumento anche nelle nazioni emergenti

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Pubblicato da in droni , market , futuro , smart, nuove, tecnologie , india, cina , stati uniti, jeff bezos , trump ·
Tags: dronimarketfuturosmartnuovetecnologieindiacinastatiunitijeffbezostrump
By Glenford V. D’Souza, General manager and spokesperson, Lynx_Lawrence&Mayo

Initially perceived as a toy, drones are now being utilized to their full potential across a broad spectrum. Since its entrance into commercial utilization, they have helped humans simplify complex tasks and work in extreme conditions without enduring severe costs.

The business sectors in India, though skeptical in the beginning, have embraced drones to increase work efficiency and reduce operational cost. According to a report by FICCI and EY, the Indian unmanned aerial vehicle (UAV) market is expected to touch $885.7 million by 2021, with the global UAV market size approaching $21.47 billion. Furthermore, a report by PWC India further states that the drone space is expected to grow at a CAGR of 18% during 2017-23.
fonte https://www.idra.co/post/the-state-of-drone-market-in-india

Key industries impacting growth of drones in India
India is among the top countries in terms of drone imports, accounting to over 20%. The reason behind its rapid growth in demand in India is due to the following sectors:


Drones in infrastructure and engineering
UAVs are being used in the infrastructure and engineering industry owing to its ability to automate tasks previously accomplished using complex machinery and time-consuming processes. In the infrastructure segment, drones are used in quarries for topographic surveys and the measurement of reserves and storage volumes. Drones are also used by construction companies to monitor ongoing projects and are also helping governments to create smart cities. By providing useful analytical data pertaining to traffic and crowd management, UAV’s help governments in evaluating the conditions of current infrastructure such as bridges, solar farms, etc. Drones are also valuable in engineering companies to inspect structures such as dams, to detect foundation cracks and areas affected by natural disasters. Most importantly, it helps engineers and constructors to mitigate the risks associated with manual laborer.


Drones in Security and Surveillance
The primary sector where drones were used commercially was for security and surveillance. With the advancement in camera resolution and artificial intelligence, drones have become the product of choice, helping governments and security companies in surveillance of desired targets through features like multiple GPS for redundancy, integrated application software with a geographic map, and real-time video transmission. Being a powerful force multiplier, they also help security agencies by providing the ability to schedule, monitor, and repeat autonomous missions to augment security guards. Drone technology is also making a mark in aerial security and surveillance-as-a-service and are being used by governments to ensure border security, coastal security, and better crowd and traffic management processes.


Private security companies are using drones stocked with HD image sensing cameras to keep track of people and vehicles. Much like CCTV cameras, companies use this technology to survey the workplace and ensure a safe working environment. Drones with radiometric thermal payload and multispectral cameras are taking over the CCTV surveillance industry and are swiftly becoming the key technology to ensure on-campus safety.


Drones in environmental studies and monitoring
The Indian Forest Department, in the year 2018, used drones to monitor the 13 Crore plantation drive in the Indian city of Nagpur. UAVs are helping environmentalists to study wildlife, monitor flora and fauna, and to capture the impact of environmental factors on the forest life. As the drones can be equipped with scientific scanning equipment, conservationists and researchers are replacing lower-resolution satellite imagery, slower terrestrial surveying equipment, and expensive manned aircraft services. Key areas for use of drones in environmental studies and conservation, include forestry, Plant Conservation, Animal Conservation, River level and flood assessments, marshlands and mangroves assessment etc.


Drones in entertainment
The use of drones in the entertainment industry has also evolved from being just a toy to a product capable of mass influencing. Drones are being used by film directors to get aerial footage for a particular scene, for which they had to use helicopters in the past, thereby contributing to lower costs.


Influencers and creators actively use drones to capture engaging tourism videos of places they visit. Aerial photography has also become popular where photos are captured from high altitudes. The Indian government, during the edition of Asia’s premier air show, Aero India-2019 held a ‘Drone Olympic’ to let drone pilots show their potential of flying these devices.


Regulatory policies around drones
In December 2018, the government of India introduced new policies and regulations surrounding the use of drones by private citizens of India. Overturning the ban on UAVs since 2014, the laws dictate that Indian citizens can fly drones with payloads up to 249 gms (falling in the category of nano drones) without having to register for Unique Identification Number (UIN). For flights with larger than 250 gms payload (micro, small, medium and large drones up to 150 kg), one would need a UIN, which costs Rs 1,000 and a permit to operate the drones, costing Rs 25,000. The Indian government has launched a portal called ‘Digital Sky’ for registering drones and obtain a UIN and the operator’s permit.


A drone task-force was constituted by the Ministry of Civil Aviation under the chairmanship of Hon’ble Minister of State for Civil Aviation. Accordingly, based on the recommendations of the task force, the Drone Ecosystem Policy Roadmap (“Drone Policy 2.0”) was released by the Ministry of Civil Aviation on January 15, 2019. Drone Policy 2.0 aims to further relax the regulations introduced by the Indian government.


The policy seeks to provide a way for foreign players to invest in India, which will allow the development of India’s UAV sector. Investments by the Indian government and citizens, combined with future foreign direct investment, can become the reason for the further evolution of the drone sector in India. Drone-related careers can open up for pilots, UAV operators, engineers, and data processing and analysis experts. Potential positions can range from full-time to contract-based work, and internships across many industries.


Way Forward
Technological improvements have made drones what they are today: a marvel of engineering capable of performing tasks that are impossible for humans to perform. Given the economic opportunities and the scope presented by drones in India, it is not surprising that the UAV sector is the fastest-growing commercial sector in India. However, the sector is not free from challenges. Investment is required for innovations and research regarding the safe use of UAVs in India. It is through scientific research that drones can be technologically advanced to use artificial intelligence, machine learning etc., so as to become a one-stop solution to provide automated, secure and economical solutions for leveraging technology, across public and private sectors.



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